"Prima buttar bandi che tutti li Cap.ni delle Arti et sindici di lochi venghino con li ceri soliti a la luminaria nella vigilia et con essi a san Giacomo et quelli prima pesino sugelli et portino accesi per ordine sino a s.to Venanzo et li le consignino in le mani delli operaii acciò ne faccino poi quamto ordina lo statuto di Camm.no..."
Tratto da MS 154 della Biblioteca Valentiniana di Camerino in "Antico folclore nella festa patronale di S. Venanzio a Camerino" di G. Boccanera, 1954.
"
Si dia inizio ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono Venanzio". Così alla vigilia della festa il banditore chiude la lunga e suntuosa cerimonia dell'Offerta dei Ceri, autorizzando l'accensione di un grande falò propiziatorio.
Fra quelle in programma è forse quella più caratteristica e suggestiva perchè, a differenza di tutte le altre, essa si svolge in notturna.
L'Offerta dei Ceri ha un cerimoniale che prevede la rievocazione di situazioni tipiche del periodo in cui Camerino era dominata dalla signoria dei Varano, ma conserva anche un profondo significato religioso in grado di sintetizzare la fede dei camerinensi e degli abitanti dei centri vicini per San Venanzio protettore delle città.
Ha luogo il 17 maggio, vigilia della festa del patrono, e dietro di essa, almeno un tempo, vi era una lunga preparazione. Secondo quanto raccontano i documenti, i Capitani delle Arti e i Sindaci del contado, si radunavano nella chiesa di San Giacomo per la speciale occasione, per il controllo del peso dei ceri che essi recavano e per segnare su questi un marchio.
Sull'ora dell'Ave Maria venivano poi formandosi tre cortei di pesonaggi in costume rinascimentale: da San Giacomo, la più lontana delle chiese, partivano i sindaci e le comunità rurali, da S. Maria in Via le autorità cittadine e le Corporazioni Alte (il Collegio dei Giudici e dei Dottori, il Collegio dei Procuratori e dei Notai), da S. Stefano le Corporazioni Artigiane o Minori. Un quarto corteo, composto dai rappresentanti delle Arti Maggiori, delle Arti Minori, dei Comuni del circondario di Camerino, e da numerosi gruppi di popolani, parte da Largo Valentini ed arriva anch'esso nei pressi della chiesa di San Venanzio.
Tutti i cortei sono accompagnati dal rullo dei tamburi intervallato dagli squilli delle chiarine che si muovono alla luce delle fiaccole che molti degli stessi figuranti portano a mano. Una volta giunti nella basilica, i cortei, secondo un ordine prestabilito entrano in chiesa ove ha luogo la cerimonia.

Dopo la cerimonia all'interno dela basilica, tutti i figuranti si dispongono sul sagrato della chiesa per ascoltare il proclama del Gran Ciambellano:
"gentili madonne et amabili messeri, donzelle gratiose et garzoni
valenti,
che ne la vetustissima de li Camerti cittade
et per le
circumvicine campagna habitate, udite.
La festivitate solenne de lo glorioso Santo, nostro patrono
Venanzio,
ne invita a ridestare da la seculare obliovine le
antique costumanze et cerimonie,
le quali in fino dal tertiodecimo
seculo, cum ardore grandissimo,
da tutto lo populo celebrar si
soleano,
purarco presenti li huomini et le donne de le circumstanti castella.
Li antiqui rioni, già tersieri nominati, si rinnovellano et si
ammantano
de li fiammeggianti loro pavesi et preziosi palii.
Sfileranno per le strade de la cittade li cortei de li tre terzieri
con loro colorati paludamenti, al suono de trombeti, piffari et tamburini.
Alla domenica, solennissimo giorno, da li baldi giovani de li
terzieri
sarà corsa tenzone alla spada, la quale appenduta
starà
allo cantore de Nostra Donna Santa Maria in Via.
Squilli e trombe daranno initio allo agone ne la piazza de lo Santo.
Vincerà lo più forte et si porterà in guiderdone la spada
quale elli per il primo fia giunto a strappare.
Lo terziero vincente si terrà el palio infino al venturo anno.
Si pregheranno tutti li cittadini
de pavesare le finestre de le case
cò li pennoni et li drappi.
Tutte adunque accorrete, o genti,
scendete nelle strade et per le piazze
et grande festa rendete
a quelli che la vittoria averanno conquistata.
Accorrete et gioite
tutti insieme purarco se la vittoria ltrui arriderà.
La concordia
delli animi, l'amore de la cittade e l'onor de lo Santo
per tutti
fiano per tutti la più bella et grande Vittoria
et hora sia acceduto lo
grande foco che alluminerà
tutte le gentili madonne et li amabili
messeri in questa piazza radunati."