Come ben si intuisce dal suo nome, questo Terziere, comprende il centro storico di città di Camerino, racchiuso tra Muralto e Sossanta, fu il fulcro politico e amministrativo dell'antico ducato, con la presenza del Palazzo Ducale, del Palazzo Arcivescovile, della Cattedrale e di numerose chiese ed edifici religiosi che oggi, purtroppo, sono andati perduti.
Il suo stemma è composto di un ceppo legato nel mezzo, in equilibrio su di uno sfondo chiaro con una banda verde recante la scritta"Medium". Lo stendardo è un vessillo con i colori verde e nero disposti in fasce verticali, bordate di giallo, con stemma al centro.
La storia
Era l’anno 1982 quando alcuni concittadini ebbero l’idea di riproporre gli antichi festeggiamenti in onore di S. Venanzio. Non vi era alcuna chiarezza sul da farsi, ma con tanto entusiasmo un piccolo nucleo di abitanti del terziero, capitanati da Luigi Cerreti, iniziò a riunirsi presso il circolo cittadino per poter contribuire alla prima edizione dell’evento. Le difficoltà erano tante ma una prevaleva su tutte: trovare dei giovani disposti ad indossare gli abiti per sfilare in un contesto che nessuno conosceva bene, con il rischio
di esporsi anche a qualche critica di troppo. Contemporaneamente si formò una squadra di atleti che, aderendo con impegno e sacrificio all’invito ad allenarsi, gareggiarono nella prima edizione della “Corsa alla Spada”. Vinse Roberto Scalla, allora portacolori del terziero Di Mezzo, e ciò avviò un processo di attaccamento al terziero e alla manifestazione grazie allo spontaneo tifo e giubilo che scatenò la vittoria. Negli anni successivi il crescente successo della manifestazione portò a sviluppare iniziative collaterali che, giocando con la storia, favorirono conferenze, concerti, e momenti ricreativi e di incontro il cui fulcro era costituito dalle taverne. Per il terziero Di Mezzo l’individuazione di locali idonei costituì un caso da risolvere tutt’altro che facile. Fu il capo terziero Memo Amici a pensare di sfruttare i vicoli che si snodano nell’antica Giudecca per ospitare le allegre tavolate conviviali. Cantine e magazzini furono puliti, sistemati con estro e inventiva. Un gruppo di giovani, aiutati
da Pierluigi Falaschi, realizzò decorazioni degli interni riproducendo gli antichi stemmi della dinastia Da Varano prendendo spunto da documenti conservati nell’Archivio di Stato. Certo, i locali e le viuzze mostravano la loro non perfetta idoneità soprattutto nei giorni di pioggia e di freddo, ma l’atmosfera era comunque unica e attraente. Nel tempo l’hostaria è diventata nota di orgoglio del terziero. Anche se quasi nascosta alla vista dei
più, il fumo delle griglie della taverna, invadendo corso Vittorio Emanuele II, stimola l’appetito dei passanti invitando la gente ad assaggiare i gustosi piatti ed i caldi arrosti, serviti da volontari in costume da popolani. Mastro Gigio e Sora Lucia, responsabili della cucina durante il lungo periodo di presidenza di Memo Amici, con un buono stuolo di collaboratori e con i consigli di Anna Secondari (insegnante all’Università della Terza Età) sono stati artefici di particolari cene in perfetto gusto e stile medioevale. In tali unici banchetti le prelibate pietanze tipiche venivano servite (dai popolani sotto l’attento controllo e la direzione di un maestro di sala), con piatti brocche e bicchieri in coccio, posate di legno e addobbi con fiori di campo; i dolci, tipicamente riesumati da ricette d’epoca, erano accompagnati da uno speciale vino mielato, preparato nell’osteria direttamente da Memo Amici con ingredienti e dosi solo a lui conosciuti. Al termine le mani unte, lavate con acqua di rosa, venivano asciugate con teli di lino cuciti ed usati solo per la cena; il tutto allietato da musici ed allegri giullari. Durante gli anni della manifestazione non
sono certo mancate le difficoltà; ma in tutti sono sempre prevalsi l’allegria ed il divertimento che hanno ispirato anche popolari componimenti, tra cui un brano dedicato ai volenterosi collaboratori ed al frenetico presidente del 1998. Contemporaneamente si è sviluppata l’idea di dipingere le strade la notte della vigilia della corsa. Dopo la mezzanotte esponenti dei tre terzieri realizzano disegni e scrivono incitazioni per i propri beniamini. Indimenticabile rimane l’anno in cui il corso cittadino fu tappezzato di ‘pergamene’ con strofe in rima dedicate agli atleti ricalcando antichi poemi cavallereschi. Il terziero continua oggi ad operare, nonostante i problemi causati dalla progressiva diminuzione e invecchiamento dei suoi abitanti, grazie alla tenacia e alla passione di alcuni volontari che non cessano di affiancare i capi terziero che hanno avuto l’onere di
sostenere questo importante momento di aggregazione cittadina.
Contado del Terzere De Mezzo
Muccia, Castel Santa Maria, Pyoracho, Fiuminata, Monte Santi Poli, Val Sancto Angelo, Massa Prefoglio, Serravalle, Iove e Sorti.
Ville Del Terzero De Mezzo
Morro, Sippio, Calcina, Giolagna, Nibbiano, Viminano, Cuiano, Arnano, Meccano, Sancto Heramo, Copogna, Serramula, Val Sancto Martino, Raggiano, Sancto Severi, Bolla, Costa de Fiori, Pievetorino, Mistrano, Valcaldara, Tufo, Silvazano, Perito e Ormagnano.
Hostaria de Mezzo
Racchiusa tra stretti vicoli, l'Hostaria de Mezzo è certamente una delle più suggestive ed apprezzate taverne che vengono allestite durante i festeggiamenti per il Santo Patrono Venanzio. La sua disposizione, in suggestive viuzze ingegnosamente coperte, rende ancor piu' lo spirito mediavale nel quale Camerino si rituffa per dieci giorni.
Dalle sue cucine e griglie si diffondono aromi che accolgono gli avventori nel centro della città e l'indubbia abilità ed ospitalità dei locandieri rendono le serate gioiose e gustose.
La taverna sarà aperta dal 15 al 24 maggio, dalle ore 20 in poi, si consiglia la prenotazione al numero 334 3188751. Sarà aperta a pranzo nelle due domenica 17 e 24 maggio. La cena rinascimentale di Mezzo ci sarà giovedì 21 maggio: per informazioni rivolgersi ai responsabili del Terziero.